Il fiume Bisenzio, simbolo della Valle, principale via d’acqua della provincia di Prato e fulcro della vita contadina e industriale dei nostri territori, nasce qui, nel cuore della Riserva Naturale Acquerino Cantagallo.
Il nome stesso del fiume, derivante da “bis-entius” (doppia corrente), racconta di una nascita particolare: la confluenza di due corsi d’acqua che, con il loro incontro, danno vita a questa importante via fluviale.
Le origini del Bisenzio sono state oggetto di studio fin dal XIX secolo, quando gli studiosi si sono cimentati nell’individuare le sue sorgenti. Oggi, le teorie più recenti indicano il Fosso delle Barbe e il Torrente Trogola come i due corsi d’acqua che alimentano il fiume. Caratteristica di questi corsi d’acqua, che attraversano un territorio incontaminato, sono le acque straordinariamente pure, che ospitano una fauna acquatica variegata e interessante.
Tra i flussi troviamo lo scazzone, crostacei come il gambero di fiume e anfibi come la salamandra pezzata, testimoni della salubrità dell’ambiente.
Legato alla storia del Bisenzio sono i mulini, alcuni dei quali sono ancora in attività e legati alla tradizione agricola della zona e alla produzione di farine, tra cui quella di castagne, che continua a essere un prodotto tipico del territorio.