Luogomano è un borgo che sembra essersi fermato nel tempo: un piccolo angolo di tranquillità dove storia, cultura e natura si intrecciano in modo perfetto, un po’ come si sono intrecciate le storie e le vicissitudini che hanno interessato questo territorio.
Tra l’evoluzione del borgo e quella naturale dei dintorni, anche il paesaggio ha subito notevoli trasformazioni: troviamo la classica introduzione delle conifere dei primi anni del ‘900 che si sommano alle storiche serre di faggio, le tradizionali file di alberi a protezione delle coltivazioni e gli animali e testimoni di un’epoca agricola che ha segnato profondamente la vita di questo borgo.
Il passato di Luogomano si svela quindi tra evidenze naturali e umane, queste ultime ci raccontano storie antiche e affascinanti legate a famiglie nobiliari di grande prestigio, come gli Alberti, i Bardi e i Guicciardini. Proprio quest’ultima famiglia. Così, nel susseguirsi di famiglie, domini e nel corso dei decenni e fino agli inizi del XX secolo, Luogomano era una vera e propria comunità autosufficiente. Immaginate un luogo dove ogni necessità veniva soddisfatta in loco: una scuola, una falegnameria, un caseificio, un forno e una fornace. Qui troviamo anche le burraie, preziose testimonianze del lavoro legato alla produzione del latte, che ancora oggi sanno raccontare storie di fatica e tradizione.
Nel paese, sorgeva un tempo la chiesa di Santa Cristina, centro spirituale della comunità di cui oggi troviamo una ricostruzione fedele all’originale. La chiesa infatti è stata distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale ma la possiamo rivedere oggi, restaurata, utilizzando il materiale recuperato dalle macerie, un simbolo di resilienza e di rinascita per Luogomano.